L’uomo senza età - Castello di Episcopia, Resta

L’uomo senza età - Castello di Episcopia, Resta

Pamela Mileo, 2026
tecnica mista tessile, 70 × 100 cm

Ascolta il racconto della storia

Il racconto che accompagna quest’opera è interpretato dalla voce di Tamara Donà, che ha saputo restituirne con sensibilità ed emozione il significato più profondo.

Quest’opera nasce da una necessità che accompagna da sempre il mio modo di fare arte: raccontare una storia. Non mi interessa creare qualcosa senza un significato preciso e aspettare che siano gli altri a trovarlo. Ho bisogno di parlare di persone, luoghi, emozioni e ricordi. Ho bisogno di dare forma a qualcosa che porto dentro.

Com’era prima l’opera

L’opera nella sua fase precedente: il punto da cui è nata questa nuova storia.

Dettaglio del castello di Episcopia

Dettaglio del castello di Episcopia realizzato con stoffe, fili e materiali tessili.

L’opera

Questo lavoro è dedicato a tutti quei luoghi che, a un certo punto della vita, non abiti più ma che continuano ad abitarti.

Ci sono paesi che si lasciano alle spalle e altri che, invece, restano con noi. Vivono nei ricordi, nelle fotografie, nei racconti condivisi, nelle persone che abbiamo incontrato e nelle emozioni che continuano ad accompagnarci negli anni.

Il castello di Episcopia diventa così il simbolo di qualcosa che va oltre la sua immagine. Rappresenta l’appartenenza, la memoria, le radici. Rappresenta quel legame invisibile che continua a esistere anche quando la distanza sembra aver cambiato tutto.

L’opera è realizzata attraverso l’utilizzo di stoffe, fili e materiali tessili. Ogni frammento contribuisce a costruire una superficie fatta di tracce, stratificazioni e memoria, proprio come accade ai ricordi che custodiamo dentro di noi.

La composizione

Una particolarità di questo lavoro riguarda la sua composizione. Il soggetto è stato spostato verso destra, lasciando una parte più ampia di spazio libero sulla sinistra.

Quello che inizialmente sembrava un semplice vincolo tecnico è diventato parte integrante dell’opera stessa. Quel vuoto racconta la distanza, l’assenza, ma anche tutto ciò che continua a esistere pur non essendo visibile.

Il puntino ad ago di Latronico

Tra i dettagli dell’opera è presente anche il mio ormai abituale puntino ad ago di Latronico, un piccolo segno ispirato a un’antica tradizione del mio paese d’origine.

Negli anni è diventato una sorta di firma silenziosa del mio lavoro, un gesto essenziale che unisce, trattiene e tiene insieme.

Anche in quest’opera accompagna il racconto dei legami che resistono al tempo e alla distanza, ricordandoci che esistono fili invisibili capaci di continuare a collegarci ai luoghi e alle persone che portiamo nel cuore.

Questo quadro è dedicato a chi è partito senza dimenticare. A chi conserva dentro di sé un luogo speciale. A chi sa che certe distanze si possono misurare in chilometri, ma non riescono mai a separare davvero ciò che ci appartiene.

Certificato di autenticità

Opera originale unica realizzata da Pamela Mileo nel 2026.

Tecnica: tecnica mista tessile
Dimensioni: 70 × 100 cm
Firma: presente sull’opera

Pamela Mileo